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Brufoli sul viso: curare l’acne si può!

 

Cause, sintomi e classificazioni

L’acne è una dermatosi, una malattia della pelle piuttosto comune, che colpisce in prevalenza adolescenti e giovani adulti.

Detto semplicemente, la sintomatologia acneica è prodotta da un’infiammazione dei follicoli piliferi e delle ghiandole sebacee annesse. Oltre che con i ben noti brufoli, si manifesta tipicamente con: comedoni (= punti neri), untuosità e pustole (= brufoli infetti contenenti pus), che compaiono − di solito associati fra loro − su collo, spalle, dorso, petto e, soprattutto, sul viso.

Secondo i diversi livelli di gravità, la patologia viene classificata come: lieve, moderata, severa o molto severa.

In base alla natura delle lesioni, si distingue, invece, fra:

acne comedonica,

infiammata,

papulosa,

pustolosa,

cistica,

conglobata

Quanto alle cause della malattia, gli esperti le individuano in una concorrenza di dinamiche ormonali, fattori immuno-infiammatori, agenti infettivi e predisposizione genetica; ma ancora non si conosce con esattezza la specifica rilevanza di ciascuno di questi gruppi di agenti.

Oggi, dunque, non trova riscontro scientifico l’ipotesi dell'”origine alimentare” dei brufoli, ridotta di fatto a una credenza senza fondamento. È vero, però, che il consumo eccessivo di cibi dolci e grassi, bevande zuccherine e alcoliche può acuire un eventuale stato infiammatorio già presente, e di conseguenza peggiorare − seppur transitoriamente − le manifestazioni del disturbo.

Sembra invece più incisivo il ruolo giocato dallo stress. È infatti risaputo che l’affaticamento psico-fisico e stati emotivi di costante agitazione incrementano la produzione di ormoni androgeni, a loro volta direttamente implicati nella comparsa della malattia.

I soggetti colpiti

Anche se gli adolescenti rappresentano la netta maggioranza dei pazienti acneici (circa il 75%, secondo i dati), questa dermatosi può affliggere uomini e donne di ogni età. Casi di fenomeni acneici si verificano persino fra i neonati, nei quali la patologia è probabilmente scatenata dagli ormoni assorbiti con il latte materno. Nelle donne il disturbo si presenta (o ripresenta) spesso nel periodo peri-menopausale, o come effetto collaterale della sindrome dell’ovaio policistico.

Quando consultare un dermatologo

Se una piccola percentuale di persone sperimenta un decorso rapido e benigno della malattia e una sua risoluzione pressoché spontanea con lo stabilizzarsi dell’assetto ormonale, in molti casi tuttavi, l’acne assume connotati assai aggressivi e − specie se localizzata sul volto − può diventare fonte di imbarazzo. In più, le lesioni che non vengono trattate a dovere potrebbero produrre antiestetici esiti cicatriziali, avvallamenti della cute o cheloidi.

Quando i brufoli persistono da diversi mesi e si accompagnano a pustole, cisti e seborrea eccessiva, è quindi il caso di consultare uno specialista.

Inoltre, se i segni dell’acne sono tanto evidenti da minare la serenità psico-emotiva del paziente, è consigliabile affiancare alle cure dermatologiche anche il supporto di uno psicologo.

Le cure

Data l’origine multifattoriale e le molteplici manifestazioni cliniche della malattia, l’arma più efficace per sconfiggerla risiede senz’altro in una strategia globale che, considerando la persona come un sistema unitario di corpo e spirito, associ alle specialità farmacologiche (ad uso locale e sistemico) ritrovati cosmetici, rimedi fitoterapici e anche metodiche della medicina complementare − oltre al già citato sostegno psicologico. Esattamente l’approccio terapeutico che viene proposto dagli specialisti del Centro Politerapico Ribor, mediante l’elaborazione di protocolli su misura per ciascun paziente!

 

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