Benvenuti al Centro Politerapico Ribor

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Le Novità

metodo solere – tecnica e benefici

Metodo Solere: cos’è e quando è indicato

Sviluppato dal fisioterapista francese Roland Solère, il metodo Solere – anche conosciuto con il nome completo di Réquilibration Fonctionelle – Méthode Solère – è un trattamento basato su una serie di tecniche di natura non farmacologica alternative all’osteopatia e alla fisioterapia classica, finalizzate alla cura di disturbi quali: dolori muscolo-scheletrici, fibromialgie, dolori non meccanici, sindromi da sensibilizzazione centrale ed ancora disturbi del sonno e problematiche legate alla fase menopausale. La terapia consta di manipolazioni e stimolazioni manuali di punti riflessi e – diversamente da altre metodiche affini – non lascia margini di “personalizzazione” al professionista che la esegue, in quanto risponde a specifici e precisi codici referenziali cui è necessario attenersi per una corretta applicazione.

Le tecniche del metodo

Questo metodo si basa essenzialmente su tre tecniche diagnostiche – denominate rispettivamente: Normalisations articulaires®, Normalisations viscérales® e Normalisations énergétiques® – le quali hanno l’obiettivo di dividere in specifiche componenti le diverse sintomatologie. La normalizzazione articolare è applicata in caso di restrizione della mobilità a carico tanto delle articolazioni vertebrali quanto degli arti superiori e inferiori e fa uso di manipolazioni manuali comuni alla kinesiterapia. La seconda tecnica, la cosiddetta normalizzazione viscerale, mira a correggere una riduzione qualitativa del sistema microcircolatorio a carico della muscolatura viscerale o muscolatura liscia, conseguente alla restrizione della mobilità. La terza tecnica infine, la normalizzazione energetica, si ispira al principio dualistico Yin e Yang della medicina tradizionale cinese; e si propone di individuare e rimuovere le perturbazioni sensoriali che possono portare il paziente a sviluppare sindromi somatiche non collegate né a squilibri meccanici né a squilibri di natura organica.

Campi di applicazione del metodo

Le tre tecniche che compongono il metodo Solere vengono applicate da fisioterapisti ed osteopati in tutto il mondo a diversi campi. La normalizzazione articolare, ad esempio, può aiutare a risolvere disturbi di possibile origine cervicale, dorsale, del cingolo pelvico, costale, della cintura scapolare, lombare e degli arti inferiori e superiori. La normalizzazione viscerale è soprattutto utilizzata per disturbi dell’ambito ginecologico, della reumatologia, della flebologia, dell’urologia e della gastroenterologia, mentre la normalizzazione energetica è applicata con successo per il trattamento di: fibromialgie, nevralgie, sciatalgie, lombalgie, dolori addominali cronici, sindromi premestruali e insonnie.

Possibili controindicazioni

Il metodo fa uso di un particolare apparecchio di stimolazione conosciuto con il nome di AMPI.sm® che svolge un’azione simile a quella dell’agopuntura, differenziandosi però da quest’ultima per l’assenza di aghi e per la possibilità di applicare un massaggio puntiforme alla zona di interesse. Questa terapia non presenta dunque particolari controindicazioni ne effetti collaterali – tranne nel caso di patologie dermatologiche importanti ed eccessiva fragilità capillare del paziente –, e offre il vantaggio di poter essere affiancata ad altre terapie concomitanti.

Tempistiche di efficacia del metodo

La generale assenza di controindicazioni e di effetti iatrogeni ha contribuito enormemente al successo e alla diffusione del metodo Solere, che oggi può essere utilizzato in massime condizioni di sicurezza. Per quanto concerne le tempistiche, in linea di massima il trattamento richiede da un minimo di 3 ad un massimo di 6 sedute della durata media di 30 minuti e ripartite nel tempo: i primi risultati sono riscontrabili già a partire dalla seconda seduta, mentre al termine di un ciclo completo si otterra` un sensibile miglioramento del quadro clinico.

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I benefici delle onde d’urto in ortopedia

Cosa sono le onde d’urto

Le onde d’urto – anche note come onde d’urto focali – sono una tecnica di stimolazione meccanica che sta conquistando uno spazio sempre più rilevante in ambito ortopedico e fisioterapico. Il principio-base delle onde d’urto è quello della meccano-trasduzione, per cui la stimolazione meccanica provoca una reazione biologica da parte delle cellule e, di conseguenza, dei tessuti. Tale forma di stimolazione ha come conseguenza la produzione di fattori di crescita che, in parole semplici, si traduce nella regolazione di stati infiammatori e nella riparazione e rigenerazione dei tessuti. Dal punto di vista pratico, le onde d’urto consistono in impulsi sonori che a partire dai macchinari che li producono (i c.d. litotritori) si propagano attraverso i tessuti ripetutamente e a ritmo molto veloce. A differenziarle da altre terapie con indicazioni simili – quali, ad esempio, gli ultrasuoni – è proprio la morfologia delle onde, che prevede una prima fase caratterizzata da un picco pressorio positivo cui fa seguito una seconda fase di pressione negativa.

Campi di applicazione delle onde d’urto

Il settore di prevalente utilizzo delle onde d’urto è – come già detto – quello ortopedico e fisiatrico; in particolare la stimolazione meccanica viene utilizzata per il trattamento di patologie ossee come la pseudoartrosi, e di patologie dei tessuti molli come le calcificazioni eterotopiche e le tendinopatie. Gomito, ginocchio, coscia, anca, piede, spalla e mano sono fra le zone che traggono maggiori benefici dall’impiego delle onde d’urto.

Vantaggi delle onde d’urto

Il primo vantaggio delle onde d’urto consiste probabilmente nella loro mininvasività, che si traduce – secondo l’area di applicazione – nel fatto di essere quasi completamente indolori, e si associa all’assenza pressoché totale di effetti collaterali. Fra i loro molteplici benefici, c’e` poi il fatto che siano efficaci tanto nei confronti di disturbi acuti e insorti da poco quanto verso le patologie croniche. Altro aspetto degno di nota è infine il costo contenuto delle onde d’urto focali, unito alla possibilità di affiancarle ad altre terapie.

Controindicazioni delle onde d’urto

Pur trattandosi di una metodica di cura capace di ottenere degli ottimi risultati, esistono alcune situazioni in cui l’utilizzo delle onde d’urto è sconsigliato. I casi più comuni sono i seguenti:

  • pazienti in età infantile o adolescenziale, per via dei nuclei di ossificazione non ancora del tutto saldati;
  • donne in stato di gravidanza o di allattamento;
  • presenza di elettrostimolatori e pacemaker;
  • neoplasie;
  • presenza, all’interno dell’area da trattare o nelle immediate vicinanze di  questa, di strutture delicate come midollo spinale o organi cavi;
  • pazienti sottoposti a terapie antiagulanti orali (TAO), che portano ad un’elevata fluidificazione del sangue.

Dopo quanto tempo le onde d’urto cominciano a fare effetto?

Una comune terapia ad onde d’urto, come quelle praticate al Centro Politerapico Ribor, si articola in più sedute a cadenza settimanale – fino a un massimo di dieci, secondo le esigenze del paziente – per una durata media di 5-10 minuti a seduta. Gli effetti benefici delle onde d’urto non sono immediati (come spesso accade durante un percorso terapeutico), ma possono essere percepiti dopo circa due settimane dall’inizio del trattamento. Per corroborare i risultati ottenuti è poi possibile effettuare un ciclo di mantenimento a un mese di distanza dal termine del trattamento vero e proprio.

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Riabilitazioni post-traumi

Trattamenti riabilitativi a seguito di traumi

Nell’immaginario comune la riabilitazione comprende un insieme di manipolazioni ed esercizi − spesso dolorosi − finalizzati al pieno recupero della funzionalità osteomuscolare dopo un trauma. Presso il Centro Politerapico Ribor, questa parola assume però un significato molto più ampio, perché gli interventi fisioterapici tradizionali si affiancano a pratiche mediche complementari che curano il paziente nella sua totalità. Ogni programma di riabilitazione viene infatti personalizzato secondo un approccio olistico che, oltre al recupero delle funzioni compromesse, mira a ripristinare l’equilibrio dell’intero organismo.

Valutazione del paziente e scelta delle cure
L’équipe del nostro centro è formata da medici specialisti, fisioterapisti abilitati ed altri competenti professionisti che accolgono il paziente e valutano gli opportuni interventi. Dopo la visita, vengono pianificati protocolli di cura calibrati sulle specifiche necessità di ciascun soggetto. Nell’ambito della rieducazione motoria, si somministrano prestazioni di alto livello attraverso diversi approcci terapeutici e attrezzature di ultima generazione.

I molteplici settori della riabilitazione
Il fisioterapista interviene su persone reduci da un trauma e, spesso, da un lungo periodo di immobilizzazione.

I campi in cui è applicato con successo il trattamento riabilitativo riguardano:

– i traumi articolari
– le lesioni muscolari
– le fratture ossee

Su decisione del medico, il paziente sarà sottoposto a trattamenti fisioterapici ed elettromedicali, ma anche a procedure afferenti alla medicina non convenzionale − quali, ad esempio, l’osteopatia.

Fisiokinesiterapia: di cosa si tratta
Chi, a seguito di una lesione, deve recuperare la funzionalità degli arti può trarre grande beneficio dalla fisiokinesiterapia − branca della fisioterapia specificamente finalizzata alla <strong>riabilitazione</strong> motoria. Una terapia manipolativa che può essere “attiva” quando il paziente esegue gli esercizi proposti dal terapista, mentre è detta “passiva” se i gruppi muscolari vengono stimolati dallo specialista. Oltre a restituire le funzionalità compromesse, tale approccio è anche in grado di migliorare la circolazione corporea e il metabolismo.

Tecarterapia
Dopo che si è subito un trauma, è possibile essere sottoposti a trattamenti di tecarterapia, che stimolano i muscoli coinvolti sviluppando calore all’interno della zona interessata. I benefici finali comprendono il potenziamento delle terapie antidolorifiche e la capacità antinfiammatoria: in questo modo, il dolore (che talvolta è purtroppo una costante!) viene eliminato durante le prime sedute, migliorando la qualità della vita della persona. L’attivazione energetica prodotta innesca i processi riparativi naturali insiti nell’organismo umano, abbreviando i tempi del recupero.

L’importanza dell’osteopatia nella cura dei traumi
L’osteopatia trova ampia applicazione nel trattamento dei disturbi della colonna vertebrale, delle cefalee e delle alterazioni della postura, ma è estremamente efficace anche per i problemi alle spalle e agli arti provocati da traumi. Si tratta di una tecnica di manipolazione che sfrutta il principio per cui il corpo può essere aiutato nella sua capacità di autoripararsi se le strutture dispongono di una buona mobilità. È però fondamentale che venga eseguita in modo adeguato da professionisti esperti. Dopo un trauma “sportivo”, in particolare, è essenziale adottare un approccio terapeutico corretto, poiché stiramenti muscolari ed altre problematiche possono ripresentarsi se non sono stati adeguatamente trattati.

Accanto alla funzione riabilitativa, l’osteopatia svolge anche un’importante azione preventiva verso l’insorgere di nuovi traumi.

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Lo yoga: una disciplina che fa bene a corpo e mente

Quella dello yoga è una disciplina indiana antichissima, le cui origini sembrano essere antecedenti addirittura al terzo millennio a.C.

Questa dottrina abbraccia contemporaneamente la sfera della salute fisica e il benessere psicoemotivo, portando ad una integrazione e ad una piena consapevolezza di se stessi.

I benefici fisici di una pratica costante

Per cominciare a praticare questa disciplina bastano un materassino da meditazione, costanza e qualche minuto da dedicare ogni giorno. I primi risultati si possono infatti apprezzare già con mini-sessioni quotidiane di 10-15 minuti, accostando questi all’approfondimento della pratica, guidati da un insegnante esperto 1 o 2 volte a settimana.

 Praticare lo yoga con costanza mostra una lunga serie di effetti benefici sul corpo:

  • Migliora sensibilmente la forza muscolare, l’equilibrio e la flessibilità;
  • Fornisce un ritmo costante al funzionamento degli organi interni e dei maggiori apparati del corpo umano;
  • Rinforza la muscolatura profonda della schiena e dei visceri, contrastando i dolori muscolari di schiena e collo;
  • Aumenta la resistenza alla fatica e migliora la performance sportiva.

Le tecniche per allenare il corpo: gli Asana

Tramandate dal sapere degli antichi maestri fondatori di questa disciplina, le posizioni (o Asana) sono la chiave per aumentare flessibilità, equilibrio e forza del corpo scandite dal ritmo del proprio respiro. La pratica delle Asana consiste nell’assumere specifiche posizioni  con diversi gradi di espressione e intensità. Per esempio lo yoga può portarti a sperimentare posizioni che potrebbero apparire banali, ma che messe in pratica alla luce di una consapevolezza sempre più profonda di se stessi e del proprio corpo ti guidano verso una vera e propria meditazione in movimento.

Sebbene possa sembrare un’azione a prima vista banale, mantenere il corpo in equilibrio rappresenta in realtà una grossa sfida per l’intero organismo, che si trova costretto a mettere in moto una serie di muscoli e meccanismi compensatori che difficilmente verrebbero stimolati mediante pratiche sportive. Gli Asana favoriscono dunque il rafforzamento dell’intera muscolatura del corpo, migliorano la postura e rendono i muscoli altamente flessibili.

I benefici della sfera psico-emotiva

Quando il corpo funziona bene e l’equilibrio tra i suoi diversi componenti viene ripristinato, anche la mente e la sfera emotiva ne traggono beneficio. Gli effetti che lo yoga esercita sulla mente sono molteplici:

  • Riduce lo stress e aiuta a gestire i momenti particolarmente difficili nella vita e sul lavoro;
  • Aiuta a combattere gli attacchi di panico;
  • Insegna a gestire le emozioni;
  • Ripristina i fisiologici cicli sonno-veglia, contrastando l’insonnia;
  • Aumenta la concentrazione nello studio e sul lavoro;

Pranayama e meditazione: gli strumenti per il raggiungimento del benessere mentale

Raggiungere la consapevolezza di sé e del proprio corpo è un passo fondamentale verso l’ obiettivo salute, sia dal punto di vista fisico che mentale. Se il corpo si allena prevalentemente con gli Asana, la mente può essere resettata e ri-equilibrata grazie alle tecniche di meditazione indiana e al controllo del respiro. Quest’ultimo si effettua mediante pratiche antichissime, note con il termine generico di Pranayama, che insegnano a respirare con coscienza e ad accompagnare ogni movimento del corpo a uno specifico ritmo respiratorio. La respirazione, in questa disciplina, è parte integrante della disciplina stessa nel nostro centro e, l’insegnamento delle tecniche meditative di base aiuta a controllare i movimenti migliorando la consapevolezza del proprio corpo.

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Logopedia

Che cos’è la logopedia?

La parola logopedia nasce dall’unione di due termini di origine greca (logos “discorso” e paideia “educazione”) e indica quella branca della medicina dedicata allo studio, prevenzione e cura dei disturbi della sfera comunicativa. La scienza logopedica abbraccia una vasta gamma di problematiche che possono presentarsi sia durante l’età evolutiva (nei bambini, talvolta anche molto piccoli) che nel corso della vita adulta e che possono essere causate da un fisiologico processo di invecchiamento (logopedia geriatrica) o da incidenti a carico di diverse parti del corpo umano. Il logopedista è la figura medica di riferimento nel caso si manifestino disturbi legati alla comunicazione orale, alla corretta pronuncia di suoni e parole, alla comprensione e all’integrazione di ogni forma di linguaggio.

Quando è necessario rivolgersi al logopedista?

Poiché la logopedia è una scienza molto vasta, si può ricorrere all’intervento di un logopedista in presenza di problemi e disfunzioni dalle caratteristiche incredibilmente variabili. Tra i casi più comuni in cui può essere necessaria una consulenza logopedica troviamo le dislalie e disturbi della pronuncia. Questi emergono sin dall’età evolutiva e, se trattati precocemente, le possibilità di ridurne l’impatto sullo sviluppo del bambino sono molto elevate. Un esempio molto comune di questa categoria di disturbi è la balbuzie, ovvero la difficoltà nel pronunciare correttamente le parole dovute alla tendenza di “incepparsi” prima della loro fine.

La terapia logopedica nel trattamento dei disturbi della deglutizione

Condizioni come la disfagia o la deglutizione deviante possono avere forti ripercussioni su tutto l’organismo, nonché sul corretto raggiungimento delle diverse tappe evolutive che caratterizzano la crescita del bambino. Disturbi come questi possono originare da difetti nell’occlusione della bocca, da atteggiamenti posturali scorretti o da problemi legati allo sviluppo delle aree della corteccia cerebrale deputate al controllo della coordinazione e della contrazione dei muscoli, volontari e involontari, del corpo. In questi casi, la terapia logopedica può attenuare le conseguenze psico-fisiche di tali disturbi, nonché, in alcuni casi, correggerli definitivamente. La figura del logopedista si rivela, in questo come in molti altri casi, un tassello chiave all’interno di una visione olistica e integrativa dell’approccio medico rispetto a diagnosi, prevenzione e cura dei disturbi dell’organismo.

Individuare precocemente i disturbi specifici dell’apprendimento

Alcuni bambini mostrano, sin dai primi anni di vita, maggiori difficoltà rispetto ai loro coetanei nel raggiungimento di obiettivi tipici del percorso evolutivo infantile. Per alcuni di essi imparare a leggere, scrivere o far di conto può nascondere insidie a volte difficili da identificare. In questi casi si parla di disturbi specifici dell’apprendimento, una categoria di problemi dalle caratteristiche ben definite che troppo spesso vengono ancora scambiate per pigrizia da genitori e insegnanti. Tra i più diffusi disturbi dell’età infantile troviamo la dislessia (difficoltà nel leggere), la disgrafia (difficoltà nella scrittura) e la discalculia (difficoltà nel fare calcoli e maneggiare i numeri). Quando si sospetta anche una forma lieve di uno o più disturbi dell’apprendimento lo sviluppo precoce di una terapia personalizzata è cruciale per la buona riuscita di un percorso correttivo: un buon logopedista può migliorare incredibilmente le capacità di attenzione e di apprendimento del bambino.

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Pelle secca e prurito frequente: come correre ai ripari

 

 

La pelle è l’organo più esteso del corpo umano: sede delle terminazioni nervose, svolge importanti funzioni di protezione e regolazione della temperatura interna. È dunque indispensabile mantenerla in salute e provvedere rapidamente in caso di anomalie come pelle secca (xerosi cutanea, in termini medici), screpolature o prurito insistente.

Cause più frequenti della xerosi
La xerosi è un disturbo piuttosto comune, che può colpire persone di ogni età; alcune condizioni endogene o ambientali possono tuttavia aumentare la possibilità di soffrirne. In particolare, costituiscono fattori di rischio per la xerosi:

Alcune patologie come la psoriasi, l’eczema, il diabete e la dermatite atopica
Squilibri ormonali − ad esempio durante la menopausa −, che determinano una carenza dei lipidi di barriera della cute
Prolungate e ripetute esposizioni ai raggi UV
Saponi e detergenti che non rispettano il pH fisiologico dell’epidermide, impoverendo lo strato lipidico necessario ad una corretta idratazione

Le buone abitudini quotidiane per prevenire la secchezza cutanea
Se la condizione di xerosi si associa a rossore diffuso e pruriginoso, è importante consultare uno specialista che possa formulare una diagnosi adeguata del disturbo.

Quando invece la xerosi e il prurito sono riconducibili a una maggiore sensibilità cutanea − che può essere transitoria o perdurante nel tempo − è consigliabile attuare una serie di accorgimenti volti a preservare la barriera protettiva epidermica. Evitare quindi detergenti troppo aggressivi o contenenti additivi, e utilizzare prodotti delicati dal pH simile a quello naturale della pelle (5,5), che siano stati sottoposti a test dermatologici. Dopo la detersione, si può procedere con l’applicazione quotidiana − sia sul viso che sul corpo − di una crema ad alto potere idratante e/o liporestitutiva.

Anche i detersivi per il bucato possono scatenare fenomeni di irritazione cutanea − in particolare gli ammorbidenti (lanolina) o prodotti contenenti il nikel: le cui particelle tendono a rimanere intrappolate all’interno delle fibre anche dopo il risciacquo. Per evitare danni alla pelle, è opportuno prediligere prodotti senza profumi o coloranti, cercando comunque di moderare le dosi.

Un aiuto in più dalla natura
Alcune sostanze naturali, in grado di facilitare il ripristino della barriera protettiva idrolipidica, risultano particolarmente indicate nel trattamento della xerosi. È possibile utilizzarle in sinergia con le creme e i detergenti abituali, per potenziarne gli effetti.

L’avena, escludendo alcuni particolari pazienti affetti da dermatite atopica, presenta spiccate proprietà lenitive e antinfiammatorie ed è ideale per preparare dei bagni (adatto anche ai neonati). Anche l’amido di riso, disciolto nell’acqua del bagno, aiuta a lenire la pelle irritata, alleviando il prurito. Dopo il bagno, applicare su viso e corpo delle creme idratanti senza profumi, parabeni, coloranti e ultimamente in commercio sono presenti e consigliabili anche quelle senza glutine.

Il trattamento della pelle secca parte dalla prevenzione e continua con una terapia mirata a mantenere l’equilibrio idrolipidico.
In conclusione, consigliamo di rifarsi ai rimedi naturali sempre con le dovute precazioni e consultare il proprio dermatologo di fiducia per una terapia più mirata alla problematica che la nostra pelle può presentare.

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Fecondazione assistita: prova l’agopuntura!

Fecondazione assistita e agopuntura: probabilità di gravidanza quasi raddoppiate

Quello fra agopuntura e fecondazione assistita si rivela un incontro fortunato! L’antica pratica cinese è infatti un sostegno efficace per chi intende sottoporsi a questa tecnica di procreazione.

Cercare di avere un bambino si aggiunge, dunque, alla lunga lista di indicazioni terapeutiche della stimolazione con gli aghi.

Aghi e procreazione assistita
Era già noto in passato che la stimolazione con aghi di determinati punti energetici del corpo femminile poteva favorire l’ovulazione, anche laddove la paziente fosse affetta da disturbi. Inoltre, questa tecnica sembrava facilitare l’annidamento embrionale e attenuare i sintomi dell’endometriosi − una delle principali cause di infertilità femminile. Negli uomini poco fertili, invece, è risaputa la capacità degli aghi di migliorare il flusso spermatico, sia qualitativamente che quantitativamente.

Recenti studi dimostrano che la tecnica cinese può influenzare significativamente il successo delle procedure di procreazione assistita! Ad esito della sperimentazione condotta su 160 donne, infatti, sono rimaste incinte ben 34 delle 80 pazienti sottoposte a stimolazione con aghi. Mentre delle restanti 80 volontarie del gruppo di controllo (quelle, cioè non trattate con terapia agopunturistica), solo 21 hanno ottenuto una gravidanza. Tradotto in percentuali, dunque, le fecondazioni assistite “aiutate” dall’agopuntura hanno avuto successo nel 42,5% dei casi, contro il 26,3% delle fecondazioni non accompagnate da alcuna stimolazione con aghi.

Come funziona la stimolazione con aghi cinesi?
Per trarre il massimo giovamento dalla stimolazione con gli aghi orientali − e favorire così l’arrivo della cicogna − è indispensabile sottoporsi a due applicazioni: una prima del Transfer e l’altra dopo (anche il giorno stesso). Secondo le ricerche, infatti, nella prima seduta l’aumento dell’irrorazione sanguigna all’interno dell’utero agevola il successivo attecchimento dell’embrione; mentre nella seconda, il rilassamento della muscolatura uterina riduce le contrazioni, e quindi il rischio di aborto.

Prenota un incontro con i nostri medici agopuntori!

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Combattere gli inestetismi degli arti con il linfodrenaggio

Fastidi e inestetismi agli arti: ricorrere al linfodrenaggio ti può aiutare

Il ristagno di liquidi di scarto all’interno dei tessuti è un problema molto comune nelle donne. Si tratta della cosiddetta “ritenzione idrica”, che ha fra le sue conseguenze più evidenti inestetismi come le gambe gonfie e la poco amata cellulite. Mentre lo sport e una dieta ricca di frutta e verdura possono aiutare a ridurre il gonfiore degli arti, una cura definitiva contro la cellulite sembra non esistere. Il linfodrenaggio − o massaggio linfodrenante − rappresenta però un ottimo alleato nel diminuire gli edemi, favorendo la circolazione linfatica ed eliminando i prodotti di scarto del metabolismo cellulare. E, conseguentemente, attenuando proprio la cellulite!

Vediamo come agisce tale metodica e quali sono le sue applicazioni terapeutiche nel contrastare gli inestetismi degli arti.

Il sistema linfatico: prezioso meccanismo di depurazione dell’organismo umano
Le nostre cellule − le unità-base di ogni tessuto − sono caratterizzate da un rapido metabolismo, i cui prodotti di scarto vengono riversati all’esterno delle stesse cellule, nel cosiddetto spazio interstiziale. Il sistema linfatico è appunto quell’apparato del nostro organismo deputato allo smaltimento del liquido intratissutale. A differenza della circolazione sanguigna, il circolo linfatico non è sostenuto da una pompa come il cuore, ma rimane in movimento grazie alla continua contrazione di tutti i muscoli del corpo. Quando tale contrazione non è omogenea, oppure non è sufficiente a garantire lo smaltimento dei liquidi in eccesso, possono crearsi fastidiosi inestetismi e gonfiori come gli edemi o la tanto temuta cellulite. Come si può intervenire in questi casi per ripristinare il corretto movimento dei fluidi all’interno del sistema linfatico?

Sgonfiare gli arti con il linfodrenaggio
Un massaggio linfodrenante mirato ad eliminare il liquido interstiziale può aiutare significativamente a sgonfiare gli arti − in particolare le gambe. Al Centro Politerapico Ribor, professionisti altamente qualificati applicano da anni tale pratica, esercitando una pressione lenta e costante mirata a favorire il ricircolo della linfa. I vasi linfatici sono estremamente delicati, pertanto la loro stimolazione richiede una tecnica ben precisa, che differisce dai comuni massaggi muscolari. Stimolando il flusso linfatico, infatti, il massaggio drenante spinge la linfa a circolare nell’organismo in modo più rapido e continuo, favorendo gli scambi di ossigeno e prodotti di scarto cellulare e, di conseguenza, permettendo alle cellule di funzionare in modo più efficiente.

Se dieta ed esercizio fisico non ti hanno ancora regalato i risultati sperati, prenota un consulto medico presso il nostro centro e chiedi maggiori informazioni sul tipo di trattamento più indicato al tuo caso. Il massaggio drenante, se applicato nel modo giusto e con la giusta frequenza, può dare risultati visibili sin dalle prime sedute.

Altre applicazioni del massaggio linfodrenante
Oltre a combattere edemi e cellulite, il massaggio linfodrenante favorisce altresì la riparazione di tessuti compromessi a seguito di interventi chirurgici (mastectomia). Favorendo l’afflusso linfatico verso i tessuti, infatti, si aumentano gli scambi gassosi (ossigeno) tra il liquido e le cellule danneggiate, che andranno a rigenerarsi più velocemente. Se si stanno seguendo trattamenti di tipo mesoterapico, inoltre, il massaggio drenante può essere utilizzato come coadiuvante per massimizzarne gli effetti ad ogni seduta.

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Osteopatia: la cura del corpo come unità

 

L’unione di corpo e anima realizzata dall’osteopatia

Una definizione generale

Pratica della medicina complementare riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’osteopatia è definita dall’Osteopathic International Alliance come una cura basata sul contatto manuale.

Adottabile sia nelle fasi di diagnosi sia in quelle di trattamento, questa disciplina considera il paziente come unità costituita da spirito, mente e corpo: elementi che interagiscono indissolubilmente tra loro nel compiere i movimenti. In quest’ottica, il corretto movimento è visto come lo specchio dello stato di salute della persona: per tale ragione, la maggior parte dei disequilibri che affliggono la mobilità può essere individuata, e infine risolta, attraverso tecniche empiriche e manuali come la palpazione e l’analisi della postura.

Le metodiche osteopatiche comprendono inoltre l’utilizzo di massaggi, stretching e trazioni − che vanno ad agire non soltanto sull’apparato muscolo-scheletrico ma anche sui vasi sanguigni e persino sugli organi interni.

I disturbi curabili dall’osteopata
I trattamenti osteopatici possono essere impiegati per la diagnosi e la cura di un’ampia gamma di disturbi − a partire dall’apparato vertebrale e osteo-muscolare fino ad arrivare a quello viscerale. Tali pratiche si applicano tanto agli stati di dolore temporalmente circoscritti, quanto agli stati algici cronici; e rappresentano un valido aiuto anche durante il processo di riabilitazione a seguito di interventi chirurgici.

Pur non trattandosi di tecniche riabilitative propriamente dette, i trattamenti osteopatici possono comunque affiancarsi con successo alla fisioterapia, per il recupero di un benessere totale dopo un lungo periodo di immobilità.

Il successo delle terapie osteopatiche su una grande varietà di patologie è del resto testimoniato dal numero sempre maggiore di pazienti che decidono di percorrere questa strada per migliorare il proprio stato di salute. Ad oggi si stima che almeno il 7-8% della popolazione mondiale scelga il contatto manuale dell’osteopata.

Come opera la figura dell’osteopata
L’osteopata è colui che effettua diagnosi e terapie sul corpo del paziente utilizzando procedimenti manuali ed empirici come l’analisi posturale e la palpazione. Attraverso la manipolazione dei tessuti, il terapeuta è in grado di individuare i disequilibri presenti e di operare per risolverli, spesso limitandosi a stimolare la capacità di autoguarigione dell’organismo. In quanto medicina complementare che percepisce il paziente come unità, la tecnica osteopatica, oltre a concentrarsi non solo sull’area del dolore, agisce spesso anche nelle zone più lontane dal disturbo, per innescare una sorta di processo di “guarigione a catena”.

L’osteopatia e le altre discipline complementari applicate dal Centro Politerapico Ribor
Proprio il processo di guarigione a catena è uno dei punti-cardine della filosofia del Centro Politerapico Ribor − dove medici e operatori specializzati accompagnano da sempre ai trattamenti convenzionali le discipline della medicina complementare. Fra queste, ampio spazio è dato appunto alle pratiche osteopatiche − utili non soltanto nelle fasi di diagnosi e cura, ma anche ai fini della prevenzione.

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Brufoli sul viso: curare l’acne si può!

 

Cause, sintomi e classificazioni

L’acne è una dermatosi, una malattia della pelle piuttosto comune, che colpisce in prevalenza adolescenti e giovani adulti.

Detto semplicemente, la sintomatologia acneica è prodotta da un’infiammazione dei follicoli piliferi e delle ghiandole sebacee annesse. Oltre che con i ben noti brufoli, si manifesta tipicamente con: comedoni (= punti neri), untuosità e pustole (= brufoli infetti contenenti pus), che compaiono − di solito associati fra loro − su collo, spalle, dorso, petto e, soprattutto, sul viso.

Secondo i diversi livelli di gravità, la patologia viene classificata come: lieve, moderata, severa o molto severa.

In base alla natura delle lesioni, si distingue, invece, fra:

acne comedonica,

infiammata,

papulosa,

pustolosa,

cistica,

conglobata

Quanto alle cause della malattia, gli esperti le individuano in una concorrenza di dinamiche ormonali, fattori immuno-infiammatori, agenti infettivi e predisposizione genetica; ma ancora non si conosce con esattezza la specifica rilevanza di ciascuno di questi gruppi di agenti.

Oggi, dunque, non trova riscontro scientifico l’ipotesi dell'”origine alimentare” dei brufoli, ridotta di fatto a una credenza senza fondamento. È vero, però, che il consumo eccessivo di cibi dolci e grassi, bevande zuccherine e alcoliche può acuire un eventuale stato infiammatorio già presente, e di conseguenza peggiorare − seppur transitoriamente − le manifestazioni del disturbo.

Sembra invece più incisivo il ruolo giocato dallo stress. È infatti risaputo che l’affaticamento psico-fisico e stati emotivi di costante agitazione incrementano la produzione di ormoni androgeni, a loro volta direttamente implicati nella comparsa della malattia.

I soggetti colpiti

Anche se gli adolescenti rappresentano la netta maggioranza dei pazienti acneici (circa il 75%, secondo i dati), questa dermatosi può affliggere uomini e donne di ogni età. Casi di fenomeni acneici si verificano persino fra i neonati, nei quali la patologia è probabilmente scatenata dagli ormoni assorbiti con il latte materno. Nelle donne il disturbo si presenta (o ripresenta) spesso nel periodo peri-menopausale, o come effetto collaterale della sindrome dell’ovaio policistico.

Quando consultare un dermatologo

Se una piccola percentuale di persone sperimenta un decorso rapido e benigno della malattia e una sua risoluzione pressoché spontanea con lo stabilizzarsi dell’assetto ormonale, in molti casi tuttavi, l’acne assume connotati assai aggressivi e − specie se localizzata sul volto − può diventare fonte di imbarazzo. In più, le lesioni che non vengono trattate a dovere potrebbero produrre antiestetici esiti cicatriziali, avvallamenti della cute o cheloidi.

Quando i brufoli persistono da diversi mesi e si accompagnano a pustole, cisti e seborrea eccessiva, è quindi il caso di consultare uno specialista.

Inoltre, se i segni dell’acne sono tanto evidenti da minare la serenità psico-emotiva del paziente, è consigliabile affiancare alle cure dermatologiche anche il supporto di uno psicologo.

Le cure

Data l’origine multifattoriale e le molteplici manifestazioni cliniche della malattia, l’arma più efficace per sconfiggerla risiede senz’altro in una strategia globale che, considerando la persona come un sistema unitario di corpo e spirito, associ alle specialità farmacologiche (ad uso locale e sistemico) ritrovati cosmetici, rimedi fitoterapici e anche metodiche della medicina complementare − oltre al già citato sostegno psicologico. Esattamente l’approccio terapeutico che viene proposto dagli specialisti del Centro Politerapico Ribor, mediante l’elaborazione di protocolli su misura per ciascun paziente!

 

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