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Lo yoga: una disciplina che fa bene a corpo e mente

Quella dello yoga è una disciplina indiana antichissima, le cui origini sembrano essere antecedenti addirittura al terzo millennio a.C.

Questa dottrina abbraccia contemporaneamente la sfera della salute fisica e il benessere psicoemotivo, portando ad una integrazione e ad una piena consapevolezza di se stessi.

I benefici fisici di una pratica costante

Per cominciare a praticare questa disciplina bastano un materassino da meditazione, costanza e qualche minuto da dedicare ogni giorno. I primi risultati si possono infatti apprezzare già con mini-sessioni quotidiane di 10-15 minuti, accostando questi all’approfondimento della pratica, guidati da un insegnante esperto 1 o 2 volte a settimana.

 Praticare lo yoga con costanza mostra una lunga serie di effetti benefici sul corpo:

  • Migliora sensibilmente la forza muscolare, l’equilibrio e la flessibilità;
  • Fornisce un ritmo costante al funzionamento degli organi interni e dei maggiori apparati del corpo umano;
  • Rinforza la muscolatura profonda della schiena e dei visceri, contrastando i dolori muscolari di schiena e collo;
  • Aumenta la resistenza alla fatica e migliora la performance sportiva.

Le tecniche per allenare il corpo: gli Asana

Tramandate dal sapere degli antichi maestri fondatori di questa disciplina, le posizioni (o Asana) sono la chiave per aumentare flessibilità, equilibrio e forza del corpo scandite dal ritmo del proprio respiro. La pratica delle Asana consiste nell’assumere specifiche posizioni  con diversi gradi di espressione e intensità. Per esempio lo yoga può portarti a sperimentare posizioni che potrebbero apparire banali, ma che messe in pratica alla luce di una consapevolezza sempre più profonda di se stessi e del proprio corpo ti guidano verso una vera e propria meditazione in movimento.

Sebbene possa sembrare un’azione a prima vista banale, mantenere il corpo in equilibrio rappresenta in realtà una grossa sfida per l’intero organismo, che si trova costretto a mettere in moto una serie di muscoli e meccanismi compensatori che difficilmente verrebbero stimolati mediante pratiche sportive. Gli Asana favoriscono dunque il rafforzamento dell’intera muscolatura del corpo, migliorano la postura e rendono i muscoli altamente flessibili.

I benefici della sfera psico-emotiva

Quando il corpo funziona bene e l’equilibrio tra i suoi diversi componenti viene ripristinato, anche la mente e la sfera emotiva ne traggono beneficio. Gli effetti che lo yoga esercita sulla mente sono molteplici:

  • Riduce lo stress e aiuta a gestire i momenti particolarmente difficili nella vita e sul lavoro;
  • Aiuta a combattere gli attacchi di panico;
  • Insegna a gestire le emozioni;
  • Ripristina i fisiologici cicli sonno-veglia, contrastando l’insonnia;
  • Aumenta la concentrazione nello studio e sul lavoro;

Pranayama e meditazione: gli strumenti per il raggiungimento del benessere mentale

Raggiungere la consapevolezza di sé e del proprio corpo è un passo fondamentale verso l’ obiettivo salute, sia dal punto di vista fisico che mentale. Se il corpo si allena prevalentemente con gli Asana, la mente può essere resettata e ri-equilibrata grazie alle tecniche di meditazione indiana e al controllo del respiro. Quest’ultimo si effettua mediante pratiche antichissime, note con il termine generico di Pranayama, che insegnano a respirare con coscienza e ad accompagnare ogni movimento del corpo a uno specifico ritmo respiratorio. La respirazione, in questa disciplina, è parte integrante della disciplina stessa nel nostro centro e, l’insegnamento delle tecniche meditative di base aiuta a controllare i movimenti migliorando la consapevolezza del proprio corpo.

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Logopedia

Che cos’è la logopedia?

La parola logopedia nasce dall’unione di due termini di origine greca (logos “discorso” e paideia “educazione”) e indica quella branca della medicina dedicata allo studio, prevenzione e cura dei disturbi della sfera comunicativa. La scienza logopedica abbraccia una vasta gamma di problematiche che possono presentarsi sia durante l’età evolutiva (nei bambini, talvolta anche molto piccoli) che nel corso della vita adulta e che possono essere causate da un fisiologico processo di invecchiamento (logopedia geriatrica) o da incidenti a carico di diverse parti del corpo umano. Il logopedista è la figura medica di riferimento nel caso si manifestino disturbi legati alla comunicazione orale, alla corretta pronuncia di suoni e parole, alla comprensione e all’integrazione di ogni forma di linguaggio.

Quando è necessario rivolgersi al logopedista?

Poiché la logopedia è una scienza molto vasta, si può ricorrere all’intervento di un logopedista in presenza di problemi e disfunzioni dalle caratteristiche incredibilmente variabili. Tra i casi più comuni in cui può essere necessaria una consulenza logopedica troviamo le dislalie e disturbi della pronuncia. Questi emergono sin dall’età evolutiva e, se trattati precocemente, le possibilità di ridurne l’impatto sullo sviluppo del bambino sono molto elevate. Un esempio molto comune di questa categoria di disturbi è la balbuzie, ovvero la difficoltà nel pronunciare correttamente le parole dovute alla tendenza di “incepparsi” prima della loro fine.

La terapia logopedica nel trattamento dei disturbi della deglutizione

Condizioni come la disfagia o la deglutizione deviante possono avere forti ripercussioni su tutto l’organismo, nonché sul corretto raggiungimento delle diverse tappe evolutive che caratterizzano la crescita del bambino. Disturbi come questi possono originare da difetti nell’occlusione della bocca, da atteggiamenti posturali scorretti o da problemi legati allo sviluppo delle aree della corteccia cerebrale deputate al controllo della coordinazione e della contrazione dei muscoli, volontari e involontari, del corpo. In questi casi, la terapia logopedica può attenuare le conseguenze psico-fisiche di tali disturbi, nonché, in alcuni casi, correggerli definitivamente. La figura del logopedista si rivela, in questo come in molti altri casi, un tassello chiave all’interno di una visione olistica e integrativa dell’approccio medico rispetto a diagnosi, prevenzione e cura dei disturbi dell’organismo.

Individuare precocemente i disturbi specifici dell’apprendimento

Alcuni bambini mostrano, sin dai primi anni di vita, maggiori difficoltà rispetto ai loro coetanei nel raggiungimento di obiettivi tipici del percorso evolutivo infantile. Per alcuni di essi imparare a leggere, scrivere o far di conto può nascondere insidie a volte difficili da identificare. In questi casi si parla di disturbi specifici dell’apprendimento, una categoria di problemi dalle caratteristiche ben definite che troppo spesso vengono ancora scambiate per pigrizia da genitori e insegnanti. Tra i più diffusi disturbi dell’età infantile troviamo la dislessia (difficoltà nel leggere), la disgrafia (difficoltà nella scrittura) e la discalculia (difficoltà nel fare calcoli e maneggiare i numeri). Quando si sospetta anche una forma lieve di uno o più disturbi dell’apprendimento lo sviluppo precoce di una terapia personalizzata è cruciale per la buona riuscita di un percorso correttivo: un buon logopedista può migliorare incredibilmente le capacità di attenzione e di apprendimento del bambino.

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metodo solere – tecnica e benefici

Metodo Solere: cos’è e quando è indicato

Sviluppato dal fisioterapista francese Roland Solère, il metodo Solere – anche conosciuto con il nome completo di Réquilibration Fonctionelle – Méthode Solère – è un trattamento basato su una serie di tecniche di natura non farmacologica alternative all’osteopatia e alla fisioterapia classica, finalizzate alla cura di disturbi quali: dolori muscolo-scheletrici, fibromialgie, dolori non meccanici, sindromi da sensibilizzazione centrale ed ancora disturbi del sonno e problematiche legate alla fase menopausale. La terapia consta di manipolazioni e stimolazioni manuali di punti riflessi e – diversamente da altre metodiche affini – non lascia margini di “personalizzazione” al professionista che la esegue, in quanto risponde a specifici e precisi codici referenziali cui è necessario attenersi per una corretta applicazione.

Le tecniche del metodo

Questo metodo si basa essenzialmente su tre tecniche diagnostiche – denominate rispettivamente: Normalisations articulaires®, Normalisations viscérales® e Normalisations énergétiques® – le quali hanno l’obiettivo di dividere in specifiche componenti le diverse sintomatologie. La normalizzazione articolare è applicata in caso di restrizione della mobilità a carico tanto delle articolazioni vertebrali quanto degli arti superiori e inferiori e fa uso di manipolazioni manuali comuni alla kinesiterapia. La seconda tecnica, la cosiddetta normalizzazione viscerale, mira a correggere una riduzione qualitativa del sistema microcircolatorio a carico della muscolatura viscerale o muscolatura liscia, conseguente alla restrizione della mobilità. La terza tecnica infine, la normalizzazione energetica, si ispira al principio dualistico Yin e Yang della medicina tradizionale cinese; e si propone di individuare e rimuovere le perturbazioni sensoriali che possono portare il paziente a sviluppare sindromi somatiche non collegate né a squilibri meccanici né a squilibri di natura organica.

Campi di applicazione del metodo

Le tre tecniche che compongono il metodo Solere vengono applicate da fisioterapisti ed osteopati in tutto il mondo a diversi campi. La normalizzazione articolare, ad esempio, può aiutare a risolvere disturbi di possibile origine cervicale, dorsale, del cingolo pelvico, costale, della cintura scapolare, lombare e degli arti inferiori e superiori. La normalizzazione viscerale è soprattutto utilizzata per disturbi dell’ambito ginecologico, della reumatologia, della flebologia, dell’urologia e della gastroenterologia, mentre la normalizzazione energetica è applicata con successo per il trattamento di: fibromialgie, nevralgie, sciatalgie, lombalgie, dolori addominali cronici, sindromi premestruali e insonnie.

Possibili controindicazioni

Il metodo fa uso di un particolare apparecchio di stimolazione conosciuto con il nome di AMPI.sm® che svolge un’azione simile a quella dell’agopuntura, differenziandosi però da quest’ultima per l’assenza di aghi e per la possibilità di applicare un massaggio puntiforme alla zona di interesse. Questa terapia non presenta dunque particolari controindicazioni ne effetti collaterali – tranne nel caso di patologie dermatologiche importanti ed eccessiva fragilità capillare del paziente –, e offre il vantaggio di poter essere affiancata ad altre terapie concomitanti.

Tempistiche di efficacia del metodo

La generale assenza di controindicazioni e di effetti iatrogeni ha contribuito enormemente al successo e alla diffusione del metodo Solere, che oggi può essere utilizzato in massime condizioni di sicurezza. Per quanto concerne le tempistiche, in linea di massima il trattamento richiede da un minimo di 3 ad un massimo di 6 sedute della durata media di 30 minuti e ripartite nel tempo: i primi risultati sono riscontrabili già a partire dalla seconda seduta, mentre al termine di un ciclo completo si otterra` un sensibile miglioramento del quadro clinico.

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I benefici delle onde d’urto in ortopedia

Cosa sono le onde d’urto

Le onde d’urto – anche note come onde d’urto focali – sono una tecnica di stimolazione meccanica che sta conquistando uno spazio sempre più rilevante in ambito ortopedico e fisioterapico. Il principio-base delle onde d’urto è quello della meccano-trasduzione, per cui la stimolazione meccanica provoca una reazione biologica da parte delle cellule e, di conseguenza, dei tessuti. Tale forma di stimolazione ha come conseguenza la produzione di fattori di crescita che, in parole semplici, si traduce nella regolazione di stati infiammatori e nella riparazione e rigenerazione dei tessuti. Dal punto di vista pratico, le onde d’urto consistono in impulsi sonori che a partire dai macchinari che li producono (i c.d. litotritori) si propagano attraverso i tessuti ripetutamente e a ritmo molto veloce. A differenziarle da altre terapie con indicazioni simili – quali, ad esempio, gli ultrasuoni – è proprio la morfologia delle onde, che prevede una prima fase caratterizzata da un picco pressorio positivo cui fa seguito una seconda fase di pressione negativa.

Campi di applicazione delle onde d’urto

Il settore di prevalente utilizzo delle onde d’urto è – come già detto – quello ortopedico e fisiatrico; in particolare la stimolazione meccanica viene utilizzata per il trattamento di patologie ossee come la pseudoartrosi, e di patologie dei tessuti molli come le calcificazioni eterotopiche e le tendinopatie. Gomito, ginocchio, coscia, anca, piede, spalla e mano sono fra le zone che traggono maggiori benefici dall’impiego delle onde d’urto.

Vantaggi delle onde d’urto

Il primo vantaggio delle onde d’urto consiste probabilmente nella loro mininvasività, che si traduce – secondo l’area di applicazione – nel fatto di essere quasi completamente indolori, e si associa all’assenza pressoché totale di effetti collaterali. Fra i loro molteplici benefici, c’e` poi il fatto che siano efficaci tanto nei confronti di disturbi acuti e insorti da poco quanto verso le patologie croniche. Altro aspetto degno di nota è infine il costo contenuto delle onde d’urto focali, unito alla possibilità di affiancarle ad altre terapie.

Controindicazioni delle onde d’urto

Pur trattandosi di una metodica di cura capace di ottenere degli ottimi risultati, esistono alcune situazioni in cui l’utilizzo delle onde d’urto è sconsigliato. I casi più comuni sono i seguenti:

  • pazienti in età infantile o adolescenziale, per via dei nuclei di ossificazione non ancora del tutto saldati;
  • donne in stato di gravidanza o di allattamento;
  • presenza di elettrostimolatori e pacemaker;
  • neoplasie;
  • presenza, all’interno dell’area da trattare o nelle immediate vicinanze di  questa, di strutture delicate come midollo spinale o organi cavi;
  • pazienti sottoposti a terapie antiagulanti orali (TAO), che portano ad un’elevata fluidificazione del sangue.

Dopo quanto tempo le onde d’urto cominciano a fare effetto?

Una comune terapia ad onde d’urto, come quelle praticate al Centro Politerapico Ribor, si articola in più sedute a cadenza settimanale – fino a un massimo di dieci, secondo le esigenze del paziente – per una durata media di 5-10 minuti a seduta. Gli effetti benefici delle onde d’urto non sono immediati (come spesso accade durante un percorso terapeutico), ma possono essere percepiti dopo circa due settimane dall’inizio del trattamento. Per corroborare i risultati ottenuti è poi possibile effettuare un ciclo di mantenimento a un mese di distanza dal termine del trattamento vero e proprio.

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Fecondazione assistita: prova l’agopuntura!

Fecondazione assistita e agopuntura: probabilità di gravidanza quasi raddoppiate

Quello fra agopuntura e fecondazione assistita si rivela un incontro fortunato! L’antica pratica cinese è infatti un sostegno efficace per chi intende sottoporsi a questa tecnica di procreazione.

Cercare di avere un bambino si aggiunge, dunque, alla lunga lista di indicazioni terapeutiche della stimolazione con gli aghi.

Aghi e procreazione assistita
Era già noto in passato che la stimolazione con aghi di determinati punti energetici del corpo femminile poteva favorire l’ovulazione, anche laddove la paziente fosse affetta da disturbi. Inoltre, questa tecnica sembrava facilitare l’annidamento embrionale e attenuare i sintomi dell’endometriosi − una delle principali cause di infertilità femminile. Negli uomini poco fertili, invece, è risaputa la capacità degli aghi di migliorare il flusso spermatico, sia qualitativamente che quantitativamente.

Recenti studi dimostrano che la tecnica cinese può influenzare significativamente il successo delle procedure di procreazione assistita! Ad esito della sperimentazione condotta su 160 donne, infatti, sono rimaste incinte ben 34 delle 80 pazienti sottoposte a stimolazione con aghi. Mentre delle restanti 80 volontarie del gruppo di controllo (quelle, cioè non trattate con terapia agopunturistica), solo 21 hanno ottenuto una gravidanza. Tradotto in percentuali, dunque, le fecondazioni assistite “aiutate” dall’agopuntura hanno avuto successo nel 42,5% dei casi, contro il 26,3% delle fecondazioni non accompagnate da alcuna stimolazione con aghi.

Come funziona la stimolazione con aghi cinesi?
Per trarre il massimo giovamento dalla stimolazione con gli aghi orientali − e favorire così l’arrivo della cicogna − è indispensabile sottoporsi a due applicazioni: una prima del Transfer e l’altra dopo (anche il giorno stesso). Secondo le ricerche, infatti, nella prima seduta l’aumento dell’irrorazione sanguigna all’interno dell’utero agevola il successivo attecchimento dell’embrione; mentre nella seconda, il rilassamento della muscolatura uterina riduce le contrazioni, e quindi il rischio di aborto.

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Brufoli sul viso: curare l’acne si può!

 

Cause, sintomi e classificazioni

L’acne è una dermatosi, una malattia della pelle piuttosto comune, che colpisce in prevalenza adolescenti e giovani adulti.

Detto semplicemente, la sintomatologia acneica è prodotta da un’infiammazione dei follicoli piliferi e delle ghiandole sebacee annesse. Oltre che con i ben noti brufoli, si manifesta tipicamente con: comedoni (= punti neri), untuosità e pustole (= brufoli infetti contenenti pus), che compaiono − di solito associati fra loro − su collo, spalle, dorso, petto e, soprattutto, sul viso.

Secondo i diversi livelli di gravità, la patologia viene classificata come: lieve, moderata, severa o molto severa.

In base alla natura delle lesioni, si distingue, invece, fra:

acne comedonica,

infiammata,

papulosa,

pustolosa,

cistica,

conglobata

Quanto alle cause della malattia, gli esperti le individuano in una concorrenza di dinamiche ormonali, fattori immuno-infiammatori, agenti infettivi e predisposizione genetica; ma ancora non si conosce con esattezza la specifica rilevanza di ciascuno di questi gruppi di agenti.

Oggi, dunque, non trova riscontro scientifico l’ipotesi dell'”origine alimentare” dei brufoli, ridotta di fatto a una credenza senza fondamento. È vero, però, che il consumo eccessivo di cibi dolci e grassi, bevande zuccherine e alcoliche può acuire un eventuale stato infiammatorio già presente, e di conseguenza peggiorare − seppur transitoriamente − le manifestazioni del disturbo.

Sembra invece più incisivo il ruolo giocato dallo stress. È infatti risaputo che l’affaticamento psico-fisico e stati emotivi di costante agitazione incrementano la produzione di ormoni androgeni, a loro volta direttamente implicati nella comparsa della malattia.

I soggetti colpiti

Anche se gli adolescenti rappresentano la netta maggioranza dei pazienti acneici (circa il 75%, secondo i dati), questa dermatosi può affliggere uomini e donne di ogni età. Casi di fenomeni acneici si verificano persino fra i neonati, nei quali la patologia è probabilmente scatenata dagli ormoni assorbiti con il latte materno. Nelle donne il disturbo si presenta (o ripresenta) spesso nel periodo peri-menopausale, o come effetto collaterale della sindrome dell’ovaio policistico.

Quando consultare un dermatologo

Se una piccola percentuale di persone sperimenta un decorso rapido e benigno della malattia e una sua risoluzione pressoché spontanea con lo stabilizzarsi dell’assetto ormonale, in molti casi tuttavi, l’acne assume connotati assai aggressivi e − specie se localizzata sul volto − può diventare fonte di imbarazzo. In più, le lesioni che non vengono trattate a dovere potrebbero produrre antiestetici esiti cicatriziali, avvallamenti della cute o cheloidi.

Quando i brufoli persistono da diversi mesi e si accompagnano a pustole, cisti e seborrea eccessiva, è quindi il caso di consultare uno specialista.

Inoltre, se i segni dell’acne sono tanto evidenti da minare la serenità psico-emotiva del paziente, è consigliabile affiancare alle cure dermatologiche anche il supporto di uno psicologo.

Le cure

Data l’origine multifattoriale e le molteplici manifestazioni cliniche della malattia, l’arma più efficace per sconfiggerla risiede senz’altro in una strategia globale che, considerando la persona come un sistema unitario di corpo e spirito, associ alle specialità farmacologiche (ad uso locale e sistemico) ritrovati cosmetici, rimedi fitoterapici e anche metodiche della medicina complementare − oltre al già citato sostegno psicologico. Esattamente l’approccio terapeutico che viene proposto dagli specialisti del Centro Politerapico Ribor, mediante l’elaborazione di protocolli su misura per ciascun paziente!

 

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Acudetox: un grande aiuto contro le dipendenze

 

Nato negli anni ’70 negli Stati Uniti e giunto in Italia nei primi anni ’90, Acudetox è un protocollo studiato per combattere qualunque tipo di dipendenza − dalla droga all’alcol passando per il tabagismo. La terapia consiste sostanzialmente nell’uso di procedure non convenzionali − come l’agopuntura cinese o la riflessologia plantare − atte a bilanciare i neurotrasmettitori responsabili degli episodi di crisi da astinenza. Questa tecnica, dunque, non elimina le dipendenze alla radice, ma è efficace nel contrastare i sintomi derivanti dalla mancata assunzione della sostanza, tra i quali i più comuni sono:

  • ansia
  • stress
  • insonnia
  • tremori
  • tachicardia
  • mal di testa
  • fame nervosa o “chimica”

In quali parti del corpo si applica l’Acudetox

In linea di massima, la parte del corpo maggiormente interessata dall’applicazione di questa tecnica (anche detta “agopuntura auricolare”) è appunto l’orecchio − in particolare il padiglione auricolare −, ma non mancano le applicazioni anche in altre zone, quali il naso, l’avambraccio o il capo. Ogni seduta di agopuntura prevede di solito l’esecuzione di cinque punture e dura intorno ai 45 minuti. Talvolta, per avere una stimolazione costante dei neurotrasmettitori, è possibile lasciare un ago (o un altro elemento − ad esempio una graffetta) inserito nel punto dove è stata praticata la puntura. Numerosi studi hanno evidenziato che, al termine di un anno di trattamento con l’Acudetox, il 40% dei pazienti riesce a ridurre − fino a dimezzare − il consumo di sostanze di abuso, mentre il 60%, addirittura, abbandona del tutto la dipendenza. Poiché, come detto, il protocollo agisce unicamente sugli episodi di astinenza − e non già sul desiderio di assunzione della sostanza − sono previsti anche trattamenti aggiuntivi per la prevenzione delle ricadute, che potrebbero rischiare di compromettere il buon esito della terapia.

Una terapia che necessita di supporto psicologico

Come spesso accade nei protocolli di medicina complementare, anche per l’agopuntura contro le dipendenze può rendersi necessaria la combinazione di più trattamenti. Nel caso specifico, infatti, si tratta di una tecnica che segue una presa di coscienza da parte del paziente e, al tempo stesso, precede una verbalizzazione del disagio e l’instaurarsi di una relazione tra il paziente e una figura di sostegno − come può essere, per esempio, uno psicologo. Un ultimo interessante vantaggio di questa tecnica di medicina complementare è che, non utilizzando farmaci, non rischia di liberare il soggetto da una dipendenza per indurlo in un’altra (un pericolo che a volte si corre con le terapie farmacologiche). Negli approcci di tipo “dolce”, infatti, è considerato essenziale, innanzitutto, permettere alla persona di consolidare la propria consapevolezza del problema e, possibilmente, riuscire a risolverlo senza aiuti chimici.

Il Centro Politerapico Ribor mette a disposizione dei pazienti affetti da dipendenze un team di medici, terapisti ed operatori specializzati, in grado di assisterli nelle varie fasi del trattamento.

 

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La medicina complementare come chiave per ritrovare l’equilibrio dell’organismo

 

Per medicina complementare si intende un complesso di metodiche e discipline che, a seconda dei casi, possono essere impiegate da sole oppure integrarsi con le terapie tradizionali, potenziando gli effetti di queste ultime. Si tratta di azioni mediche ispirate a un approccio olistico, che pone al centro della cura la persona come un insieme inscindibile di mente, corpo e psiche. Secondo questa visione, l’uomo, nel corso della vita, può andare incontro a uno squilibrio energetico che provoca disturbi e malattie. Una volta individuato tale squilibrio, lo specialista potrà trattare la patologia conseguente, con interventi personalizzati e minimamente invasivi.

 

Riconoscimento dell’OMS

Le pratiche terapeutiche della medicina complementare − idonee a curare pazienti di tutte le età − hanno l’obiettivo di ripristinare una corretta relazione fra la componente fisica e quella intellettiva-spirituale della persona, migliorandone la qualità della vita. Sono tecniche riconosciute dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che devono essere applicate da professionisti abilitati. Il Centro Politerapico Ribor a Milano − dove vengono praticate, fra le altre: l’agopuntura, l’osteopatia e la riflessologia − assicura a ciascun paziente l’assistenza di specialisti di alto livello e di provata esperienza nella medicina complementare.

 

Agopuntura

Tecnica dalla storia millenaria, l’agopuntura è parte della medicina tradizionale cinese, che considera la persona nella sua interezza. Dopo aver riscontrato le disarmonie energetiche e individuato gli organi “”colpiti””, il medico agopuntore formulerà l’opportuna diagnosi e stabilirà un percorso di sedute terapeutiche su misura. A seconda del disturbo, le energie saranno stimolate o disperse, attraverso l’inserimento nella cute di aghi sottilssimi. Fra le patologie per le quali è particolarmente indicata l’agopuntura, ricordiamo:

  • Problemi ginecologici e ostetrici
  • Ansia e depressione
  • Dolori alle articolazioni e alla colonna vertebrale
  • Alterazioni funzionali di vario tipo

Osteopatia

Anche l’osteopatia considera ogni patologia come il sintomo di uno squilibrio psico-fisico, e valuta le alterazioni del corpo per risalire alle loro cause profonde e nascoste. L’apparente dicotomia mente-corpo vede, infatti, una necessaria interdipendenza fra le due dimensioni: il benessere è garantito quando questa relazione risulta equilibrata; in caso contrario, subentra la patologia. Con l’osteopatia, possono essere affrontati con successo i problemi che affliggono l’apparato muscolo-scheletrico, senza far ricorso ai farmaci. Ma non solo.

  • I trattamenti osteopatici riguardano diverse aree, quali, ad esempio:
  • i disturbi muscolo-scheletrici, come dorsalgie, discopatie, dolori vertebrali e colpi di frusta
  • i disturbi digestivi,  come colite, reflusso e stipsi
  • i disturbi ginecologici come dismenorrea, amenorrea e i problemi menopausali
  • le alterazioni posturali che possono portare artrosi e miopatie

Riflessologia

Anche tale pratica si fonda sul principio secondo cui, operando sul fisico, si agisce anche sulla psiche e viceversa. Perseguendo l’equilibrio energetico, la riflessologia rafforza il sistema immunitario, migliora il funzionamento degli organi e diminuisce lo stress. In base ai dettami della medicina tradizionale cinese, agisce sui cosiddetti meridiani, ricreando il corretto flusso di energia nell’organismo. Può essere efficacemente utilizzata per curare:

  • labirintiti
  • vertigini
  • lombalgie
  • sciatalgie

Ma si rivela efficace anche per chi non è affetto da alcuna patologia e desidera semplicemente accrescere il proprio benessere.

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Affidarsi all’agopuntura per il trattamento dell’ansia

 

L’ansia è una vera e propria patologia che può incidere pesantemente sulla qualità della vita. Essa si manifesta con sintomi di malessere generale (nausea, sudorazione, capogiri, alterazioni del battito cardiaco) e, nei casi più gravi, può dar luogo ad attacchi di panico. Ma dove nascono i disturbi ansiosi?

I sintomi ansiosi come risposta patologica allo stress prolungato

Il nostro organismo è progettato per essere in grado di rispondere prontamente ad emergenze e pericoli improvvisi, di fronte ai quali esso rilascia una serie di ormoni e altre sostanze (come l’adrenalina) che ci preparano alla cosiddetta reazione di “attacco o fuga”. Quando ci troviamo in una situazione di pericolo, questa risposta fisiologica può davvero salvarci la vita. Ma cosa succede quando la nostra percezione del rischio è costantemente alterata? Quando, cioè, viviamo di fatto in uno stato di allerta perenne? Lo stress prolungato induce alterazioni del sistema neuroendocrino fino a determinare i malesseri che la maggior parte degli ansiosi sperimenta quotidianamente sulla propria pelle. Malesseri che per molti soggetti diventano invalidanti e, se non curati per tempo, possono produrre serie ripercussioni sul funzionamento degli organi e dell’intero organismo.

Gli aghi per ristabilire l’equilibrio neuroendocrino

L’efficacia dell’intervento agopunturistico nel trattamento dei disturbi ansiosi si fonda sulla capacità di tale tecnica di agire in maniera globale, ripristinando l’equilibrio energetico umano. Il medico specialista in agopuntura − una volta identificate le cause dei sintomi − sarà in grado di pianificare la strategia terapeutica ideale per ogni paziente.

Tecnicamente, la terapia agupunturistica consiste nell’inserzione sottocutanea di un numero variabile di aghi sottilissimi di varie lunghezze, secondo una disposizione ben precisa che segue i cosiddetti meridiani della medicina tradizionale cinese. Lo scopo del trattamento è quello di intervenire sui flussi energetici che percorrono l’intero organismo, ristabilendo il corretto equilibrio tra i diversi organi. Una stimolazione opportuna dei giusti centri energetici può infatti ripristinare l’omeostasi neuroendocrina e, conseguentmente, agire in modo diretto e indiretto su vari aspetti della sintomatologia del disturbo ansioso.

Agopuntura e altre terapie tradizionali per sconfiggere l’ansia

L’approccio dei medici del Centro Politerapico Ribor è incentrato sull’implementazione di un complesso di tecniche appartenenti alla sfera della medicina complementare, che possono eventualmente combinarsi, ove necessario, con le metodiche della medicina convenzionale occidentale. In alcuni casi, ad esempio, l’intervento dell’agopuntore può costituire un valido supporto all’azione dei farmaci o ad un percorso di psicoterapia − soprattutto quando la sintomatologia si presenta in una forma piuttosto severa o la patologia si trova già a uno stadio avanzato. I pazienti affetti da disturbi lievi, invece, riescono spesso a risolvere il problema con il solo approccio agopunturistico, senza dover ricorrere a interventi più invasivi.

Poiché i disturbi della sfera emotiva possono presentarsi secondo modalità anche molto differenti da persona a persona, il personale del nostro centro saprà valutare la strada terapeutica più adatta per ciascun paziente. Vi aspettiamo nei nostri studi a Milano!

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Tecarterapia: cos’è e per cosa è utile?

Sempre più popolare, innovativa ed efficace la tecarterapia viene utilizzata in campo medico per risolvere traumi e infiammazioni. Le unità elettromedicali impiegate nel trattamento stimolano la zona muscolo-articolare interessata, producendo un aumento della temperatura. Rispetto ad altre metodologie come marconiterapia e ipertermia, che trasferiscono il calore dall’esterno all’interno, questo approccio sviluppa calore direttamente nel tessuto. Le sedute possono essere integrate con cicli di esercizi specifici.

Trasferimento Energetico Capacitivo e Resistivo: di cosa si tratta

La tecnica si basa sulla diatermia profonda dei tessuti e nasce in ambito sportivo-professionistico per un rapido recupero degli atleti infortunati. Per niente invasiva, svolge un’azione di potenziamento dei farmaci antidolorifici e antinfiammatori, attivando i meccanismi di autoriparazione presenti nel corpo umano. Il macchinario utilizzato è un generatore di onde elettromagnetiche che trasferisce l’energia in due modi:

 

  • modalità capacitiva: indicato per interventi a carico dei tessuti molli. Si crea un trasferimento di corrente, dovuta allo spostamento degli ioni, attraverso due elettrodi. L’elettrodo, isolato da ceramica, agisce sul microcircolo producendo effetti drenanti, decontratturanti e riparativi in base alla potenza del calore erogato
  • modalità resistiva: indicato per i tessuti considerati ad alta resistenza come ossa, articolazioni e cartilagini. Tra l’elettrodo non isolato e la piastra viene a crearsi la corrente generatrice del calore.

Il terapista potrà inoltre integrare tecniche fisioterapiche e mobilizzazione articolare.

Quando sottoporsi a tecarterapia

Gli ambiti ortopedico, vascolare e reumatologico sono alcune aree per le quali è prescritto questo approccio terapeutico. La riabilitazione post-chirurgica e i disturbi che riguardano colonna vertebrale, spalle, mani, giunture, ginocchia, caviglie e piedi possono essere curati con grande efficacia e in poco tempo. Con la tecarterapia vengono risolti traumi muscolari, lesioni, strappi, contratture, artrosi, sciatalgie ed edemi. I trattamenti eliminano il dolore e consentono tempi di recupero decisamente inferiori a quelli di altre procedure. Non sono presenti effetti collaterali, ma solo alcune limitazioni comuni alle apparecchiature elettromedicali che sconsigliano le sedute alle donne in gravidanza e ai portatori di pace-maker. I trattamenti sono impiegati con grande efficacia nel Centro Politerapico Ribor da medici e terapisti esperti.

Terapia fisioterapica all’avanguardia e piani terapeutici specifici

L’efficacia della diatermia è risolutiva per moltissime patologie e le sedute possono variare sia nel numero che nella durata della singola applicazione. Sarà il terapista a deciderne la frequenza e a valutare se adottare trattamenti intensivi, che possono essere di un’ora, o più brevi. La scelta dipende dalla zona da trattare, dalla situazione complessiva e dal piano terapeutico predisposto e personalizzato a seconda dei bisogni del paziente. Al di là del numero di sedute e della loro estensione temporale il beneficio è sempre immediato: il passaggio del manipolo, guidato da un fisioterapista specializzato in terapie tecar, attiva infatti un’azione antidolorifica naturale.

Convenzioni con Enti, Aziende, Cral e farmacie

Il Centro Politerapico Ribor ha stipulato numerose convenzioni che possono essere consultate nell’apposita sezione del sito. I notevoli sconti, i molteplici servizi e le apparecchiature professionali per il Trasferimento Energetico, utilizzate nei trattamenti infiammatori acuti e preventivi, hanno fatto del nostro Centro un punto di riferimento consigliato da esperti del settore. La professionalità e l’efficienza dei medici e dei fisioterapisti permette un percorso riabilitativo di eccellenza.

 

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