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Acudetox: un grande aiuto contro le dipendenze

 

Nato negli anni ’70 negli Stati Uniti e giunto in Italia nei primi anni ’90, Acudetox è un protocollo studiato per combattere qualunque tipo di dipendenza − dalla droga all’alcol passando per il tabagismo. La terapia consiste sostanzialmente nell’uso di procedure non convenzionali − come l’agopuntura cinese o la riflessologia plantare − atte a bilanciare i neurotrasmettitori responsabili degli episodi di crisi da astinenza. Questa tecnica, dunque, non elimina le dipendenze alla radice, ma è efficace nel contrastare i sintomi derivanti dalla mancata assunzione della sostanza, tra i quali i più comuni sono:

  • ansia
  • stress
  • insonnia
  • tremori
  • tachicardia
  • mal di testa
  • fame nervosa o “chimica”

In quali parti del corpo si applica l’Acudetox

In linea di massima, la parte del corpo maggiormente interessata dall’applicazione di questa tecnica (anche detta “agopuntura auricolare”) è appunto l’orecchio − in particolare il padiglione auricolare −, ma non mancano le applicazioni anche in altre zone, quali il naso, l’avambraccio o il capo. Ogni seduta di agopuntura prevede di solito l’esecuzione di cinque punture e dura intorno ai 45 minuti. Talvolta, per avere una stimolazione costante dei neurotrasmettitori, è possibile lasciare un ago (o un altro elemento − ad esempio una graffetta) inserito nel punto dove è stata praticata la puntura. Numerosi studi hanno evidenziato che, al termine di un anno di trattamento con l’Acudetox, il 40% dei pazienti riesce a ridurre − fino a dimezzare − il consumo di sostanze di abuso, mentre il 60%, addirittura, abbandona del tutto la dipendenza. Poiché, come detto, il protocollo agisce unicamente sugli episodi di astinenza − e non già sul desiderio di assunzione della sostanza − sono previsti anche trattamenti aggiuntivi per la prevenzione delle ricadute, che potrebbero rischiare di compromettere il buon esito della terapia.

Una terapia che necessita di supporto psicologico

Come spesso accade nei protocolli di medicina complementare, anche per l’agopuntura contro le dipendenze può rendersi necessaria la combinazione di più trattamenti. Nel caso specifico, infatti, si tratta di una tecnica che segue una presa di coscienza da parte del paziente e, al tempo stesso, precede una verbalizzazione del disagio e l’instaurarsi di una relazione tra il paziente e una figura di sostegno − come può essere, per esempio, uno psicologo. Un ultimo interessante vantaggio di questa tecnica di medicina complementare è che, non utilizzando farmaci, non rischia di liberare il soggetto da una dipendenza per indurlo in un’altra (un pericolo che a volte si corre con le terapie farmacologiche). Negli approcci di tipo “dolce”, infatti, è considerato essenziale, innanzitutto, permettere alla persona di consolidare la propria consapevolezza del problema e, possibilmente, riuscire a risolverlo senza aiuti chimici.

Il Centro Politerapico Ribor mette a disposizione dei pazienti affetti da dipendenze un team di medici, terapisti ed operatori specializzati, in grado di assisterli nelle varie fasi del trattamento.

 

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